L’opera risale al 1666. Si pensa che Molière abbia composto Il medico per forza per sostenere Il misantropo che non attirava molto pubblico.
Ma questa operina accompagnò l’altra solo a partire dalla ventiquattresima replica.
Sganarello è un boscaiolo beone, che batte sistematicamente la moglie Martina. Per vendicarsi questa lo segnala come grande luminare a due donne che cercano un medico per Lucinda, figlia di Gerontina, che ha perso l’uso della parola. Martina rivela loro che Sganarello ammette di essere medico solo dopo essere stato bastonato a dovere. Cosa che puntualmente accade. Condotto a casa di Gerontina, egli incontra Lucinda, stupisce tutte le donne con le sue chiacchiere e finge di diagnosticare la malattia della giovane. Lucinda però non è veramente muta: la malattia è un tiro mancina che essa gioca alla madre, che non vuole darla in sposa a Leandro, il suo innamorato. Sganarello si mette d’accordo con Leandro, che, travestito da farmacista, incontra Lucinda e la rapisce. Accortasi dell’inganno, Gerontina vuole fare impiccare Sganarello. Ma…
TEATRO MINIMO
Nato nel 1966 su iniziativa di Bruno Garilli, il Teatro Minimo deve il suo nome al numero limitato dei suoi componenti nonché alla minuscola sede di Via Isabella d’Este, allestita a proprie spese, con il contributo di pittori, scultori e privati cittadini. Nel 1994 il gruppo si è trasferito in via Gradaro, 7/A, ove ha ristrutturato un locale fatiscente, trasformandolo in teatro.
Nel corso della sua ormai più che cinquantennale attività il “Minimo” ha privilegiato una scelta di testi drammatici, o comunque impegnati, proponendo nuove tendenze teatrali, quali il teatro dell’Assurdo (Albee, Arrabal, Tardieu, Ionesco, Beckett, Pinter, Richardson, ecc.), il teatro documento di Peter Weiss e Dacia Maraini, o autori emergenti, tra cui il mantovano Angelo Lamberti.
Tra i suoi numerosi allestimenti figurano testi di Brecht, De Ghelderode, Cocteau, Flaiano, di Karl Valentin, il Miles Gloriosus di Plauto, un adattamento de Il piccolo principe di A. de Saint-Exupéry, opere di Tardieu e di Achille Campanile e una riuscita edizione de Il sonno dei carnefici di Celli. Dal 1993, con Fedra di Seneca, Prometeo incatenato di Eschilo ed Ecuba di Euripide, il gruppo è approdato ai classici, portando in scena anche I Persiani di Eschilo, e, dopo la scomparsa di Garilli, Medea di Seneca e Antigone di Sofocle.
Numerose pure le letture poetiche: “Poesie d’amore”, “Teatro instabile” di Angelo Lamberti, “Storie di Spoon River”, da Edgar Lee Masters, “Pioveva senza sosta quel giorno su Brest”, da Jacques Prévert, “Alda Merini. Una vita in poesia”, e “La parola incantata. Antologia dei poeti italiani del Novecento”.
Più recentemente, il gruppo si è orientato verso il teatro classico-moderno, presentando opere di Pirandello, tra cui Sei personaggi in cerca d’autore, L’amica delle mogli, Trovarsi, Non si sa come e La ragione degli altri, testi di Ugo Betti, Harold Pinter e Diego Fabbri. Tra le ultime produzioni L’uomo dal fiore in bocca di Pirandello, L’amante di Pinter e Il medico per forza di Molière.
MANTOVA Il Teatro Minimo di Mantova ritorna in scena sul palcoscenico dell’arena estiva allestita nella splendida cornice del cortile d’onore di palazzo D’Arco per la rassegna Sere d’Estate a Palazzo D’Arco 2019, stasera alle ore 21,15 rappresenterà “Il medico per forza” di Molière con la regia di Sergio De Marchi. La divertente commedia “Il medico per forza” risale al 1666, si pensa che Molière l’avesse scritta per sostenere” Il misantropo” che all’epoca non attirava molto pubblico. Ma questa operina accompagnò l’altra solo a partire dalla ventiquattresima replica. Sganarello è un boscaiolo beone, che batte sistematicamente la moglie Martina. Per vendicarsi questa lo segnala come grande luminare a due donne che cercano un medico per Lucinda, figlia di Gerontina, che ha perso l’uso della parola. Martina rivela loro che Sganarello ammette di essere medico solo dopo essere stato bastonato a dovere. Cosa che puntualmente accade. Condotto a casa di Gerontina, egli incontra Lucinda, stupisce tutte le donne con le sue chiacchiere e finge di diagnosticare la malattia della giovane. Lucinda però non è veramente muta: la malattia è un tiro mancina che essa gioca alla madre, che non vuole darla in sposa a Leandro, il suo innamorato. Sganarello si mette d’accordo con Leandro, che, travestito da farmacista, incontra Lucinda e la rapisce. Accortasi dell’inganno, Gerontina vuole fare impiccare Sganarello.
Gli interpreti dello spettacolo sono: Sergio De Marchi, Angela Fornacciari, Isa Bonfà, Gabriella Ferramola, Ivonne Paltrinieri, Fiorenza Bonamenti, Pierangela Giavazzi, Ylenia Mezzani, Tes Lazzarini, Isa Bonfà, Sandro Boninsegna e Gioele Malavasi. La regia porta la firma di Sergio De Marchi, che ha curato pure l’adattamento del testo e la scenografia con la collaborazione di Franco Ubezio, i costumi sono stati ideati da Ivonne Paltrinieri e Gabriella Ferramola, Bruna Campi e Valter Delcomune hanno collaborato all’allestimento dello spettacolo. I posti non sono numerati e i biglietti verranno messi in vendita solo la sera dello spettacolo a partire dalle ore 20. In caso di pioggia, lo spettacolo sarà rimandato alla sera successiva. (info : www.teatro-campogalliani.it)
Musica e spettacoli
Il Teatro Minimo porterà in scena la divertente commedia scritta nel 1666
MANTOVA – Il Teatro Minimo di Mantova ritorna in scena sul palcoscenico dell’arena estiva allestita nella splendida cornice del cortile d’onore per la rassegna Sere d’Estate a Palazzo d’Arco 2019, martedì 2 luglio alle ore 21,15 rappresenterà “Il medico per forza” di Molière con la regia di Sergio De Marchi.
Molière, che non è altro che lo pseudonimo di Jean-Baptiste Poquelin (Parigi-1622-1673), è un commediografo e attore francese. Frequentò il collegio dei Gesuiti di Clermont e si laureò in giurisprudenza, ma poi si avviò alla carriera teatrale. Fondò “L’Illustre Théatre”, il cui fallimento lo portò ad intraprendere lunghe peregrinazioni in provincia. Nel 1658 rientrò a Parigi ed ebbe la protezione di nobili e di Luigi XIV. E’ considerato il fondatore della commedia di carattere e di costume: riuscì infatti a fondere la comicità della Commedia dell’Arte con l’osservazione della realtà sociale e l’analisi dei vizi, delle virtù e delle manie del tempo, soprattutto quelli della nascente borghesia. Tra i suoi capolavori figurano “Le preziose ridicole”, “La scuola delle mogli”, “Tartufo”, “Il misantropo”, “L’avaro”, “Il malato immaginario”, per citare solo alcuni titoli.
La divertente commedia “Il medico per forza” risalente al 1666, si pensa che Molière l’avesse scritta per sostenere” Il misantropo” che all’epoca non attirava molto pubblico. Ma questa operina accompagnò l’altra solo a partire dalla ventiquattresima replica. Sganarello è un boscaiolo beone, che batte sistematicamente la moglie Martina. Per vendicarsi questa lo segnala come grande luminare a due donne che cercano un medico per Lucinda, figlia di Gerontina, che ha perso l’uso della parola. Martina rivela loro che Sganarello ammette di essere medico solo dopo essere stato bastonato a dovere. Cosa che puntualmente accade. Condotto a casa di Gerontina, egli incontra Lucinda, stupisce tutte le donne con le sue chiacchiere e finge di diagnosticare la malattia della giovane. Lucinda però non è veramente muta: la malattia è un tiro mancina che essa gioca alla madre, che non vuole darla in sposa a Leandro, il suo innamorato. Sganarello si mette d’accordo con Leandro, che, travestito da farmacista, incontra Lucinda e la rapisce. Accortasi dell’inganno, Gerontina vuole fare impiccare Sganarello. Ma…
Gli interpreti dello spettacolo sono: Sergio De Marchi, Angela Fornacciari, Isa Bonfà, Gabriella Ferramola, Ivonne Paltrinieri, Fiorenza Bonamenti, Pierangela Giavazzi, Ylenia Mezzani, Tes Lazzarini, Isa Bonfà, Sandro Boninsegna e Gioele Malavasi.
La regia porta la firma di Sergio De Marchi, che ha curato pure l’adattamento del testo e la scenografia con la collaborazione di franco Ubezio, i costumi sono stati ideati da Ivonne Paltrinieri e Gabriella Ferramola, Bruna Campi e Valter Delcomune hanno collaborato all’allestimento dello spettacolo.
I posti non sono numerati e i biglietti verranno messi in vendita solo la sera dello spettacolo a partire dalle ore 20. In caso di pioggia, lo spettacolo sarà rimandato alla sera successiva. Quest’anno la Fondazione D’Arco offre al pubblico presente la possibilità di partecipare, nella sera stessa di ogni evento nel cartellone delle “Sere d’Estate a Palazzo d’Arco”, ad una visita speciale alla affascinante mostra “Lo spirito delle cose. Argenti e preziosi dei conti d’Arco”, allestita in alcune sale di Palazzo d’Arco, con biglietto di ingresso ridotto del 50%. Questa visita, che si svolge dalle 20,30 alle 21,15, in tempo quindi per assistere per intero allo spettacolo, può essere riservata ovviamente ad un numero limitato di 25 partecipanti e deve obbligatoriamente, a differenza dello spettacolo, essere prenotata. L’iter da seguire per cogliere questa opportunità è dunque il seguente: prenotare la visita serale alla mostra al Museo di Palazzo d’Arco al numero 0376/322242 e arrivare alle 20 circa a Palazzo d’Arco per acquistare il biglietto intero per lo spettacolo, che va poi obbligatoriamente esibito alla biglietteria di Palazzo d’Arco per usufruire dell’ingresso scontato alla mostra.
Il prossimo appuntamento di Sere d’estate a Palazzo D’Arco sarà giovedì 4 luglio con il gruppo teatrale Il Palcaccio che porterà in scena la commedia “Quasi cattive” per l’adattamento e la regia di Roberto Rocchi. (info : www.teatro-campogalliani.it)